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Eventi e News
19/11/2009 Per la seconda volta in 2 settimane la cooperazione sociale scende in piazza
Per la seconda volta in due settimane la cooperazione sociale del Lazio è scesa in piazza per affermare i propri diritti. Legacoopsociali e Agci hanno chiamato a raccolta i lavoratori della cooperazione di inserimento per protestare contro la scelta del Comune di Roma di escludere la riserva per le cooperative sociali dalle nuove gare per la manutenzione del verde pubblico. Un servizio che attualmente per il 60% viene gestito proprio dall'impresa sociale. «Ciò che rivendichiamo è il ruolo della cooperazione sociale nell'includere socialmente categorie deboli», spiega Pino Bongiorno, responsabile Legacoopsociali per il Lazio. «Storicamente la manutenzione del verde pubblico ci ha visto protagonisti indiscussi nel garantire percorsi di inserimento e riabilitazione di categorie deboli».
FONTE VITA.IT
19/11/2009 "INVITALIA". "Fertilità": la burocrazia mette a rischio 73 progetti
Invitalia e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali condannano al fallimento ben 73 progetti di cooperative sociali da nord a sud.
«Fertilità» è un programma di sostegno per lo sviluppo di imprese sociali realizzato da Invitalia, già Sviluppo Italia, in collaborazione con il Ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Il progetto era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 143 del 22 giugno 2006 ed è scaduto il 20 ottobre 2006.Sono stati ritenuti ammissibili al finanziamento ben 73 progetti, nelle aree geografiche più deboli e povere del paese, che hanno come destinatari 69 cooperative sociali che inseriscono al lavoro persone svantaggiate e 4 associazioni di promozione sociale a cui si aggiungono tantissimi altri beneficiari che fanno parte del partenariato di ciascun progetto. Si tratta di iniziative sociali di grande rilievo, che sostengono tante persone svantaggiate attraverso attività nel campo del turismo, ambiente, sport,cultura, istruzione, ricerca, produzione di beni e servizi, commercio, servizi socio-assistenziali.Tutto ciò però oggi non solo rischia di non partire, ma addirittura di danneggiare tante cooperative sociali e associazioni che lavorano per il bene del proprio territorio. Infatti, pur avendo questi progetti già concluso tutti gli adempimenti preliminari richiesti da Sviluppo Italia, e pur avendo alcuni già ricevuto le mail ufficiali con gli importi definitivi ammessi a finanziamento, a nessuno è stato ancora firmato il contratto che consente di rendere operativi gli stessi progetti.Salvo però che, sulla base dell'ammissione al finanziamento e ad una fiducia mal riposta nelle istituzioni interlocutrici, decine di realtà hanno versato il capitale sociale richiesto, hanno avviato investimenti e impegnato spese di gestione, ritrovandosi come conseguenza una gravissima crisi finanziaria, sia per il rischio di non aver un rientro a copertura degli esborsi, sia per la mancata concessione da parte delle banche dei finanziamenti necessari, in assenza di contratti siglati.La data di scadenza per la realizzazione degli investimenti relativi alla prima tranche di finanziamenti è il 31 dicembre 2009 e a quanto ci è dato sapere il tutto è attualmente bloccato da una convenzione che deve essere firmata dalla Direzione Generale del Mercato del Lavoro (del Ministero) e da Invitalia!!!E, a causa della burocrazia, “Fertilità” già si profila un danno dalle proporzioni disastrose, non solo per ciò che non si potrà realizzare,ma anche per le conseguenze che subiranno le cooperative sociali che hanno creduto in esso. Siamo a conoscenza che l'on. Santo Versace ha già proposto un'interrogazione parlamentare a questo proposito.
Noi enti sottoscrittori CHIEDIAMO CON FORZA L'IMMEDIATA RIATTIVAZIONE DEL PROGETTO FERTILITÀ E UNA PROROGA DI ALMENO 12 MESI CHE CI CONSENTA DI POTER REALIZZARE I PROGETTI APPROVATI.
CONSORZIO SOCIALE GOEL scs
ANVER SCS
ICARO LAVORO SCS
SOLIDARIETÀ SCS
IL PONTE SCS
IL QUADRIFOGLIO SCS
PRO.GE.S.T SCS
SIC CONSORZIO DI INIZIATIVE SOCIALI
COMUNITÀ SAN BENEDETTO - ISTITUTO DON CALABRIA
VITA COMUNICAZIONE SCS
DIGITABILE ONLUS
UPTER
ECOS-MED SCS
CONSORZIO TERRE DEL SOLE SCS
DON GIUSEPPE PUGLISI SCS
RADIOSTREET SCS
NUOVI PERCORSI SCS
GRUPPO FRATERNITÀ - CONSORZIO DI COOP. SOC.
FRATENITÀ SEBINO SCS
FRATENITÀ SISTEMI SCS
FRATERNITÀ GIOVANI SCS
CONSORZIO SOLCO PRIULA SCS
SAN MARTINO SCS
L'ARCOLAIO SCS
SCIARABBA SCS
TANTE TINTE SCS
OASI SCS
FONTE VITA.IT
05/11/2009 Protesta al Campidoglio delle Coop sociali di Legaccop e A.G.C.I.
La protesta è contro il bando imminente per la gestione delle aree verdi comunali che non presenta riserve per le coop sociali.
Legacoopsociali e AGCI del Lazio in rappresentanza delle cooperative sociali di inserimento lavorativo che da anni operano con il Comune di Roma per la manutenzione delle aree verdi,
DENUNCIANO
La situazione di estrema precarietà determinata dall’incertezza dei rinnovi contrattuali da parte del Servizio Giardini per l’anno 2010 (l’ultima proroga è al 31/12/2009). Infatti, presa visione della Memoria di Giunta approvata il 14/10/2009 nella quale vengono rappresentati i criteri per l’indizione delle gare d’appalto riguardanti la manutenzione del verde a partire dal 1/1/2010, non viene esplicitata alcuna riserva a favore delle cooperative sociali, neanche il minimo garantito dalla Delibera di Giunta del 23/04/2009 con la quale vengono riservati appalti di servizi e forniture alle cooperative sociali nella misura di almeno il 5% dell’importo complessivo degli affidamenti.
Attualmente le cooperative sociali effettuano il 60% delle manutenzioni delle aree verdi del Servizio Giardini, occupando 400 persone, di cui: 58 invalidi fisici o psichici; 93 detenuti ed ex-detenuti; 122 appartenenti ad altre fasce deboli od a rischio. Le cooperative sociali accreditate col Comune di Roma sono 53, delle quali 41 sono affidatarie del Servizio Giardini. L’Amministrazione Comunale destina alla manutenzione delle aree verdi, riservata alla cooperazione sociale, un importo di € 8.000.000 e, pertanto, il costo annuo lordo di ognuno dei 400 posti di lavoro è pari ad € 20.000: vale a dire una cifra irrisoria.
Dopo gli infruttuosi incontri con i vari livelli dell’Amministrazione comunale le Cooperative sociali di Roma si vedono costrette a manifestare il giorno 5 novembre 2009 alle ore 16 in Piazza del Campidoglio per far si che la nuova gara per la manutenzione delle aree verdi venga riservata alle cooperative sociali così come è stato fatto fino ad oggi.
DENUNCIANO INOLTRE
La situazione di contraddizione della Giunta Alemanno che da un lato approva la delibera sul 5% che dovrebbe tutelare le cooperative sociali con la riserva di appalti e dall’altro pone in essere atti che liquidano l’esperienza della cooperazione sociale romana con la prospettiva della disoccupazione per centinaia di persone difficilmente ricollocabili. L’esternalizzazione dei servizi alle cooperative sociali ha infatti permesso, nel corso di questi anni, di realizzare progetti di reinserimento sociale, assicurando al lavoratore svantaggiato un reddito sicuro con conseguente diminuzione della condizione di emarginazione e di esclusione sociale e un aumento della sicurezza con relativa diminuzione della criminalità.
L’eventuale riassorbimento dei lavoratori in aziende profit, non garantirebbe le condizioni idonee al mantenimento dell’occupazione, in quanto solo in realtà come le nostre, che hanno come Mission l’inserimento lavorativo, le persone svantaggiate possono trovare un ambiente favorevole al lavoro.
Hanno sottoscritto il comunicato: 29 Giugno Onlus – Agrifoglio – Alba – Artemisia – la Cacciarella – Casa Comune 2000 – Consorzio CO. IN. Sociale – Consorzio Eriches 29 - Consorzio Formula Ambiente - Consorzio Integra - Consorzio Solaris - Conto alla Rovescia – Dioniso – Edera – l’Esempio – Euroservizi – Formula Sociale - Il Gabbiano – Il Grande Carro -Impegno per la Promozione – l’Impronta – Linea Sociale – Magazzino – Matrioska - Nuova Prospettiva – On The Road – Parsecflor – Prato Fiorito – Sadea – Un Sorriso – Tandem - Il Trattore – Villa Maraini – Zoe – XIII Cooperativa e l’Associazione Volontari “Il Cavallo Bianco”.
FONTE LEGACOOPSOCIALI.IT
26/10/ 2009 - Il cantiere sociale crea lavoro
Secondo Unioncamere emergono «segnali incoraggianti» per l’occupazione nelle imprese sociali. Dopo 5 anni di robusta crescita nelle assunzioni (+47% dal 2003), nel periodo 2007/2009 le assunzioni di laureati sono cresciute del 6,1% e quelle dei diplomati del 2,1%; il totale dei dipendenti è di circa 325mila unità di cui il 97% impiegate in imprese di servizi. A livello geografico, la maggior parte dei dipendenti di imprese sociali è al Nord Ovest (36,8%).«L'impresa sociale regge bene alla crisi - commenta Claudio Gagliardi, neo-segretario generale di Unioncamere - innanzitutto grazie alle proprie caratteristiche settoriali, essendo focalizzata su ambiti, quali la sanità, l'assistenza e l'istruzione, di crescente importanza in tutte le economie avanzate. Sono di rilievo, per , anche i frutti delle qualità organizzative: è aumentata di sei punti, negli ultimi tre anni, la quota dei laureati sul reclutamento totale».Il futuro dell'impresa sociale è stato anche al centro dei lavori delle Giornate di Bertinoro dell'economia civile , organizzate a Bertinoro (Forlì) da AICCON, associazione per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit. Per Paolo Venturi, direttore nazionale dell'ente, la nuova veste giuridica si segnala, sul piano economico, per due caratteristiche. «La prima - spiega - è una maggiore concentrazione dell'occupazione al Nord, cosa che, tenuto conto della maggiore rilevanza del Mezzogiorno in termini di numero di imprese evidentemente implica l'adozione di formule organizzative più ampie e strutturate nelle realtà centrosettentrionali. La seconda particolarità riguarda, invece, il contributo occupazionale delle imprese di maggiori dimensioni,quelle con almeno 50 dipendenti, nelle quali si concentrano circa i due terzi degli occupati». «Nel complesso - aggiunge Flaviano Zandonai, segretario generale di Iris Network, la reten azionale degli istituti di ricerca sull'impresa sociale - il comparto presenta già una buona strutturazione, un valore della produzione intorno ai 10 miliardi di euro e circa 10 milioni di utenti. Ma il potenziale di crescita resta ancora largamente inespresso».
FONTE AICCON.IT
20/10/2009 Posto fisso: Acli, "serve una disciplina dei contratti di lavoro"
Per il presidente Olivero: «Il vero scandalo è il mantenimento dello status quo»
«Le dichiarazioni lasciano il tempo che trovano, se non sono accompagnate da atti di governo conseguenti. Il vero scandalo che riguarda il mondo del lavoro è il mantenimento dello status quo». E’ quanto afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero in riferimento alle polemiche innescate in queste ore dalle dichiarazioni di ministro dell’Economia Giulio Tremonti sul “posto fisso”. «Se le parole del ministro sono sincere – aggiunge Olivero – si provveda a superare l’attuale dualismo in termini di tutele tra lavoratori dipendenti e atipici, raccogliendo in sede legislativa la proposta di introdurre un’unica disciplina dei contratti di lavoro».
La proposta è contenuta nel documento che accompagna la petizione delle Acli “Verso uno Statuto dei lavori”. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani propongono un «contratto prevalente a tempo indeterminato per i lavoratori subordinati neo-assunti», che preveda la stabilizzazione definitiva al sesto anno di anzianità aziendale per tutto il lavoro dipendente e la fissazione di «un'unica aliquota contributiva del 30%» per tutti i contratti, compresi quelli a collaborazione. La Cassa integrazione andrebbe estesa a «tutti i settori produttivi e a tutte le tipologie contrattuali», così come il diritto alla formazione continua.«Le sfide del mondo del lavoro si vincono guardando al futuro, non al passato» commenta Olivero. «In Italia abbiamo sperimentato la mobilità senza poter contare nelle adeguate tutele.
La scommessa è quella di una riforma del lavoro che sappia rendere conveniente per le imprese la stabilizzazione dei lavoratori, e sappia contemporaneamente garantire a tutti i lavoratori le tutele, senza scaricare solo su alcuni i costi della flessibilità».
FONTE VITA.IT
19/10/2009 Conclusa la nona edizione delle "Giornate di Bertinoro"
Si è conclusa la nona edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile di AICCON, l’appuntamento annuale che mette a confronto i maggiori esponenti del mondo accademico e dei rappresentanti più autorevoli dell’economia civile in Italia.
Oltre 200 partecipanti provenienti da tutta Italia si sono riuniti a Bertinoro per discutere sulle future sfide del settore Non Profit: il ruolo dell’economia civile in Italia, il Federalismo Fiscale e la promozione dell’economia sociale come modello di sviluppo. Si è entrati nel vivo del dibattito con la sessione di apertura venerdì 16 mattina dedicata al tema di quest’anno moderata da Giulio Ecchia, con la partecipazione di Stefano Zamagni (Presidente Agenzia per le Onlus), Mauro Magatti (Cattolica di Milano) e Pier Luigi Sacco (IUAV di Venezia). Il rischio del Terzo Settore è un aspetto centrale del tema delle Giornate di quest’anno: nel suo intervento Stefano Zamagni si chiede quali siano gli ambiti dell’Economia Civile per fronteggiare il rischio endogeno? “Infatti, fino a tempi recenti il rischio era esogeno, dipendente dai rischi di natura. La novità di questa nostra epoca è quella di aver endogenizzato il rischio, il quale dipende dall’economia e dalla società. Nei confronti del rischio endogeno non può esistere, per principio, alcuna assicurazione. L’Economia Civile - nelle condizioni storiche attuali - è la migliore forma di assicurazione nella società del rischio.”In questo momento, come ha evidenziato Mauro Magatti della Cattolica di Milano, bisogna cercare nuovi percorsi per l’Economia Civile trovando il modo di non tornare allo Statalismo e trovando i molteplici modi/luoghi/forme in cui si rimettono insieme funzioni e significati, ricostituendo degli spazi di umanità che ci possono proteggere dai rischi che il sistema produce su scala planetaria.Per Pier Luigi Sacco della IUAV di Venezia “Ognuno di noi è portatore di valori che riconosce e tenta di diffondere, all’interno del discorso collettivo della società e dell’economia civile non esistono delle voci divergenti. Il mondo dell’Economia Civile italiana ha paura del pensiero divergente e quindi, anche e soprattutto in questo momento, in cui servirebbe un’Economia Civile forte, non si riesce a far emergere questa economia e i suoi soggetti. Il problema della generazione del valore economico e sociale si sposta verso un problema di economia di senso, il quale è facilissimo che si trasformi in economia del consenso. Non dando al solo profitto l’indice di senso di ogni cosa, allora si aprono una miriade di opportunità. Siamo diventati una società “insensata” perché abbiamo portato le persone ad essere disincentivate di fronte al senso delle cose. All’interno di questo tipo di discorso, recuperare una possibilità di rappresentazione del senso è la chiave di lettura per un futuro alternativo.”Presentata anche un’indagine a cura del Centro Studi Unioncamere dal titolo "Economia Civile e Sviluppo: dimensioni e prospettive nella società del rischio”. Cresce in Italia il numero delle cooperative (+ 3,9% dal 2000 al 2009, in cifre assolute sono 150.851) e quello delle cooperative sociali (+112,3% dal 2000 al 2009: variazione calcolata su dato 2009 Registro imprese e dato 2001 Istat), mentre il totale delle imprese aumenta solo dell’1,8% negli ultimi 9 anni.Il fenomeno “impresa sociale” si sta diffondendo sempre di più come testimoniano i dati sull’occupazione: il numero di dipendenti tra il 2003-2006 è aumentato del 16% nelle imprese, mentre l’aumento è del +30% nelle imprese sociali.
Andrea Olivero e Franco Marzocchi hanno firmato un protocollo d’intesa fra il Forum Nazionale del Terzo Settore e AICCON all’inizio dell’ultima sessione delle Giornate.“Ritrovarci a pensare” è la sfida che vogliamo insieme affrontare” così Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore ha commentato l’accordo appena siglato.“Questo protocollo sancisce e rafforza la partnership da tempo esistente ed assume una valenza ancora maggiore in questo particolare momento. Alla luce infatti di quella nuova stagione costituente indicata dal Ministro Sacconi, il Forum del Terzo Settore sta predisponendo un Libro Verde con l’intento di offrire un’analisi delle principali questioni e la conseguente identificazione di una scaletta di priorità e proposte. E in questo approfondito lavoro di studio ed elaborazione vediamo essenziale la presenza di partner strategici come AICCON”.
Franco Marzocchi, Presidente di AICCON ha sottolineato “La vera sfida che il Terzo Settore è chiamato ad affrontare nei prossimi anni è di tipo culturale ed AICCON è orgogliosa di stipulare questo accordo e collaborare con il Forum Nazionale del Terzo Settore”.
FONTE AICCON.IT
15/10/2009 Francia, venticinquesimo suicidio a France Telecom
A niente è servito il congelamento della mobilità interna e l'inizio di trattative con i sindacati
Nell'azienda telefonica francese France Telecom si è registrato oggi il venticinquesimo suicidio in 20 mesi. Un dipendente della compagnia si è tolto la vita impiccandosi nella sua abitazione. L'uomo lavorava nel centro ricerca di Lannion, in Bretagna, dove alla fine di agosto si era suicidato un altro impiegato. Secondo le testimonianze dei sindacalisti la ragione di quello che sta accadendo deve essere rintracciata nei metodi senza scrupoli con i quali viene gestita France Telecom. Sembra non essere servito neanche il congelamento della mobilità interna e l'inizio di trattative con i sindacati.
In diciannove mesi in France Telecom si è verificata una vera e propria strage. Oggi infatti l'ennesimo dipendente della compagnia telefonica francese si è suicidato impiccandosi nella sua abitazione. L'uomo lavorava nel centro ricerca di Lannion, in Bretagna, dove alla fine di agosto si era suicidato un altro dipendente.
Tutto parte dalla ristrutturazione dell'azienda che ha posto in essere un vasto programma di mobilità cosa che dal febbraio 2008 aveva già provocato 23 suicidi, di cui sei solo durante l'estate. Secondo le testimonianze dei sindacalisti la ragione di quello che sta accadendo deve essere rintracciata nei metodi senza scrupoli con i quali viene gestita France Telecom, l'imposizione di obiettivi immediati e il trasferimento punitivo è una prassi diretta esplicitamente alla riduzione del personale.
Responsabile delle vessazioni è stato considerato il numero due del gruppo, Pierre-Louis Wenes, che è stato licenziato. E sembra non essere servito neanche il congelamento della mobilità interna e l'inizio di trattative con i sindacati. Probabilmente la razionalizzazione dell'azienda si scontra con la precedente natura di France Telecom, azienda pubblica con posto di lavoro assicurato dove il regime di monopolio non costringeva alla ricerca di utili a tutti i costi.
Il cambiamento traumatico è stato riconosciuto anche dal direttore delle risorse umane Olivier Barberot, ma sembra indubbio che le alte sfere dell'azienda non hanno tenuto conto del prezzo che rischiavano di pagare i dipendenti quasi tutto nella fascia di età dei cinquantenni. La prova sta nelle parole dell'amministratore delegato che aveva parlato di «moda dei suicidi».
La serie di suicidi non è però un caso isolato in Francia, nel 2007 alla Renault tre dipendenti si erano tolti la vita per richiamare l'attenzione sulle condizioni di lavoro nella fabbrica.
Negli ultimi anni un caso analogo era successo in Renault, dove nel 2007 tre impiegati si erano tolti la vita, richiamando l'attenzione dei sindacati sulle condizioni di lavoro nell'azienda. Secondo l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) in Francia si registra il più alto tasso di suicidi d'Europa, 17,8 per mille.
FONTE AGENZIAAMI.IT
15/10/2009 Coop Sociali: In Lombardia un nuovo regolamento
Le cooperative “miste” avranno la facoltà di operare con una cooperativa sola invece che con due.
La Commissione Attività Produttive ha dato il via libera al nuovo Regolamento dell’Albo Regionale delle Cooperative Sociali, con voto favorevole di PdL, PD, Verdi e voto contrario della Lega Nord.Il nuovo regolamento introduce un’importante novità, poiché mentre sinora una cooperativa poteva essere iscritta in una sola sezione dell’Albo delle Cooperative, col nuovo regolamento – se la cooperativa svolge sia attività di “tipo A” (servizi socio-sanitari, socio-assistenziali ed educativi) che di “tipo B” (attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) – può chiedere l’iscrizione contemporanea in entrambe le sezioni dell’Albo. «Con il nuovo regolamento», commenta il consigliere Mario Sala (PdL), relatore del provvedimento, «ci sarà più libertà di azione per le cooperative sociali, più efficienza e meno burocrazia. Le cooperative “miste” avranno la facoltà di operare con una cooperativa sola invece che con due, evitando duplicazioni di onerosi costi gestionali e amministrativi e, soprattutto, potranno personalizzare e modulare con più facilità gli inserimenti lavorativi delle persone svantaggiate. Inoltre vengono molto semplificate le modalità di presentazione delle domande di iscrizione e mantenimento nell’Albo, la cui procedura è completamente informatizzata per favorire gli adempimenti delle cooperative».
FONTE VITA.IT
14/10/2009 5 x mille:sarà finanziato con i fondi dello scudo fiscale
Lo conferma un comunicato dell'Agenzia delle Entrate, dopo che dalla bozza del Cud 2010 è stato depennato il riquadro per la destinazione del cinque per mille dell'Irpef al non profit, alla ricerca scientifica e sanitaria e all'università.
L'Agenzia delle Entrate, con comunicato stampa del 13 ottobre 2009, precisa che la bozza del CUD 2010 non prevede, per il momento, il quadro relativo alla scelta del cinque per mille, in quanto si è in attesa che il medesimo istituto venga prorogato con un emendamento alla Finanziaria.Tuttavia, la novità più interessante contenuta nella nota, che rafforza quanto dichiarato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, Prof Giulio Tremonti, è la destinazione dei fondi derivanti dallo scudo fiscale in primo luogo al finanziamento del cinque per mille.Al riguardo, si precisa che lo Scudo Fiscale è stato introdotto con il decreto anticrisi (art. 13bis del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78 convertito in legge 3 agosto 2009 n. 102) ed afferisce le operazioni di rimpatrio di somme di denaro, attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori dal territorio dello Stato, in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale da parte di: persone fisiche; enti non commerciali, società semplici e associazioni equiparate fiscalmente residenti in Italia. La regolarizzazione si perfeziona con il pagamento di un'imposta straordinaria da parte dei soggetti interessati. Una parte delle entrate derivanti dal pagamento di tale imposta sarà pertanto destinata al cinque per mille.
FONTE NONPROFITONLINE.IT
12/10/2009 E' Elinor Ostrom il Nobel per l'Economia 09
Insieme a lei premiato Oliver Williamson
Il primo Nobel del dopo crisi è andato a due caposcuola – americani anche questa volta – dell'impegno sociale e del ruolo dell'impresa. Elinor Ostrom, 76 anni, è la prima donna all'Università dell'Indiana (Bloomington) ha creato una scuola che studia l'interazione tra società, risorse, ecosistema. Il suo è quindi un Nobel alla luce di economia, sviluppo ed ecologia e non c'è dubbio che la Olstrom sarà celebrata non solo a Stoccolma ma al prossimo appuntamento Onu sull'ambiente, a dicembre, a Copenhagen.
Oliver Williamson, 77 anni, che insegna a Berkeley, nella University of California, è invece il creatore della cosidetta Economia Neo-Istituzionalista. Williamson sostiene che ogni organizzazione economica nasce dal tentativo di minimizzare costi di transazione in contesti caratterizzati da contratti incompleti, investimenti specifici, razionalità limitata e opportunismo. Tale circostanza comporta che ogni organizzazione economica soffre di un problema di contrattazione incompleta.
La Ostrom, spiega il comitato, «ha dimostrato come i beni pubblici possono essere gestite in maniera efficace delle associazioni di utenti». Oliver E. Williamson, ha vinto invece «per la sua analisi della governance economica, in particolare i confini di un'impresa».
Un libro fondativo. Della Ostrom in Italia è sttao pubblicato un testo importante Governare i beni collettivi. Istituzioni pubbliche e iniziative delle comunità (Marsilio). «Uno dei libri più importante e più letti dagli economisti di oggi», spiega a Vita.it Carlo Borzaga, docente a Trento, presdiente di Euricse, uno dei maggiori studiosi della cooperazione sociale. «Il premio alla Olstrom è il segno che sta emergendo un nuovo mainsteram che ripensa i modelli economici, come unica via per uscire dalla crisi».
La Ostrom sostiene che una delle questioni più antiche e controverse nel campo della gestione di beni comuni della collettività: come l'utilizzo di risorse comuni può essere organizzato in modo da evitare sia lo sfruttamento eccessivo sia costi amministrativi troppo elevati. Ostrom sostiene con vigore l'esistenza di soluzioni alternative alla "privatizzazione" e la possibilità di creare istituzioni di autogoverno permanenti.
Governing the commons è un classico della letteratura in materia. Pubblicato dalla Cambridge University Press nel 1990, è stato poi tradotto in diversi Paesi. Il volume affronta una delle questioni più antiche e controverse nel campo della gestione dei beni collettivi: come l'utilizzo di questi può essere organizzato in modo da evitare sia lo sfruttamento eccessivo sia costi amministrativi troppo elevati.
Ostrom sostiene, con vigore, l'esistenza di soluzioni alternative alla «privatizzazione», da una parte, e al forte ruolo di istituzioni pubbliche e regole esterne, dall'altra. Soluzioni, invece, fondate sulla possibilità di mantenere nel tempo regole e forme di autogoverno di uso selettivo delle risorse. L’econimista, che prende in considerazione una gamma molto ampia di casi - basa le sue conclusioni sul confronto di casi di successo e fallimento dell'autogoverno e identifica alcune caratteristiche fondamentali dei sistemi di gestione di risorse collettive che hanno avuto successo. Di qui la formulazione di veri e proprio «principi» da rispettare nell'uso delle risorse collettive. Data la complessità dei fenomeni empirici studiati e il tipo di teoria necessaria per spiegarli, è stato necessario uno studio approfondito dei casi di successo soprattutto per quel che riguarda l'interazione con gli utenti. La Ostrom insieme a un gruppo di ricerca, ha raccolto molteplici dati che sono stati inseriti in un apposito archivio. È stato selezionato un sottoinsieme più ridotto, destinato a ulteriori esami, codificazioni e analisi. Seguendo il metodo dell'«analisi istituzionale», che era risultato da precedenti lavori della Ostrom, sono stato necessari alcuni anni di lavoro soltanto per leggere un sufficiente numero di casi, studiare i precedenti tentativi di sintetizzare le conclusioni provenienti da campi specializzati e sviluppare i moduli di codificazione. Durante questo processo si è tentato di costruire e illustrare una teoria che fosse in grado di comprendere le costanti che si cominciavano a vedere leggendo questi diversi materiali. L'auspicio finale di Ostrom è che altri studiosi di scienze sociali continuino a monitorare e interpretare il fenomeno dei commons.
Anche i consumatori applaudono. "L'assegnazione del premio Nobel per l'Economia alla Ostrom può rappresentare un punto di partenza per lo sviluppo della partecipazione dei consumatori utenti nella gestione della proprietà pubblica - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - la crisi economico-finanziaria che ha scosso il pianeta può essere superata solo grazie all'apporto continuo, concreto e incisivo dei consumatori e delle Associazioni che li rappresentano, in Italia come nel resto del mondo".
FONTE VITA.IT
12/10/2009 Concluso il congresso di Legacoopsociale
Si è concluso a Roma, nella Sala Capranica presso Montecitorio, il 2° Congresso Nazionale di Legacoopsociali. Al termine del congresso è stata eletta all’unanimità Paola Menetti alla Presidenza e Sergio D’Angelo alla Vicepresidenza di Legacoopsociali.
E’ stata eletta anche la nuova direzione nazionale, di cui fanno parte cinque rappresentanti del Friuli Venezia Giulia: sitratta di Gian Luigi Bettoli (presidente regionale di Legacoopsociali), Cristiano Cozzolino (vicepresidente regionale e presidente della Cooperativa Lybra di Trieste), Laura Lionetti (vicepresidente della Cooperativa Itaca di Pordenone), Stefano Mantovani (dirigente della Coop Noncello di Roveredo in Piano) e Michela Vogrig (vicepresidente regionale e presidente del Consorzio Operativo Salute Mentale di Udine).Venendo al bilancio dell’attività di Legacoopsociali, va detto che l'associazione, a quattro anni dalla sua costituzione, registra un consistente consolidamento, dimostrato dalle quasi 2 mila cooperativeaderenti, con una produzione di 2.150 milioni di euro (+37,4% su base2005-2008) ed un'occupazione di 86.000 persone (+32.3%).Sfatando il mito della "grande dimensione" delle cooperative sociali diLegacoop, lo studio presentato in apertura del congresso e realizzatodal Centro Studi dell'associazione, evidenzia come in realtà la stragrande maggioranza delle cooperative di Legacoopsociali sia didimensione medio-piccola, tanto che il 60% di esse ha fatturati inferiori al milione di euro annui, mentre - al contrario - solo il 5,2%delle cooperative sociali aderenti superano la soglia dei 5 milioni di euro.
FONTE REDATTORESOCIALE.IT
InFormandosi: un modo nuovo di conoscere
E' il titolo di un ciclo di seminari organizzato da Edinet, la società che gestisce il portale Nonprofitonline, per approfondire con intensità e professionalità temi e argomenti afferenti il terzo settore. Primo appuntamento: lunedì 9 novembre a Milano, sull'impresa sociale.
Edinet, la società che gestisce il portale Nonprofitonline, organizza "InFormandosi: un modo nuovo di conoscere", un ciclo di seminari dedicati a specifiche tematiche non profit.La scelta del titolo esprime l'obiettivo di coniugare informazione e formazione attraverso un approccio innovativo: approfondire con intensità e professionalità, avvalendoci dei migliori esperti, temi e argomenti afferenti il terzo settore. La didattica sarà caratterizzata da una forte interazione tra relatore e partecipante: la metodologia adottata, infatti, prevede che la seconda parte della sessione formativa sia dedicata al dibattito, per fornire risposte concrete alle esigenze quotidiane delle realtà non profit.Ecco il programma dei seminari:La non profit che diventa impresa sociale: perché sì, perchè no Lunedì 9 novembre 2009 (ore 17.00 - 19.00)Università degli Studi di Milano, facoltà di Scienze Politiche - via Conservatorio, 7 (Aula 27)- Prof. Giorgio Fiorentini, Direttore del Master Universitario in Management delle Imprese Sociali, Aziende Non Profit e Cooperative;- Avv. Maddalena Tagliabue, Sciumé & Associati studio legale e tributario.Fare fundraising in una piccola associazioneLunedì 16 novembre 2009 (ore 17.00 - 19.00)Università degli Studi di Milano, facoltà di Scienze Politiche - via Conservatorio, 7 (Aula 27) - Prof. Giorgio Fiorentini, Direttore del Master Universitario in Management delle Imprese Sociali, Aziende Non Profit e Cooperative;- Dott. Damiano Zazzeron, Sciumé & Associati studio legale e tributario.Il costo per il singolo modulo è di euro 60 + IVA. Il costo per la partecipazione a tutti i moduli è di euro 100 + IVA.
In allegato potete trovare il programma dettagliato con le informazioni organizzative e la scheda d'iscrizione. Per richiedere ulteriori
informazioni: formazione@edinetservice.it
FONTE NONPROFITONLINE.IT
08/09/2009 Una riforma per il Servizio civile nazionale
Approvato dal Consiglio dei Ministri del 3 settembre uno schema di disegno di legge che delega il Governo alla redazione di un testo unico in materia di Servizio civile nazionale, con l'obiettivo di riorganizzare ed aggiornare l'attuale normativa in armonia con il chiarimento della Corte Costituzionale che, nel 2004, ha individuato nel principio costituzionale di difesa della Patria anche le attività di impegno sociale non armato.
Il Servizio civile nazionale in Italia si prepara ad una nuova stagione. Dal Consiglio dei Ministri del 3 settembre, il primo dopo la pausa estiva, giunge l’approvazione di uno schema di disegno di legge che delega il Governo alla redazione di un testo unico in materia di Servizio civile nazionale. Obiettivo: riorganizzare ed aggiornare l’attuale normativa in armonia con il chiarimento della Corte Costituzionale che, nel 2004, ha individuato nel principio costituzionale di difesa della Patria anche le attività di impegno sociale non armato.Il Servizio civile nazionale, come ha illustrato il Sottosegretario Giovanardi - che ha redatto il disegno di legge su delega del Presidente Berlusconi - è notevolmente cambiato nel corso degli ultimi anni. A cominciare dalla contrapposizione tra l'esperienza nel Servizio militare e nel Servizio civile, superata con la sentenza della Consulta, già citata: due modi diversi di difendere la Patria, e l'uno non esclude l'altro. Importante anche il numero di adesione dei giovani a tale Servizio, che, da quando è stato istituito (otto anni fa), è cresciuto in maniera inattesa, tanto da suggerire l'intervento di un'elasticizzazione complessiva del sistema. Non ultimo, il carattere formativo delle esperienze, che possono aiutare a disegnare il futuro del percorso professionale dei ragazzi: non di rado, al termine dell'anno prestato presso il Servizio, i giovani si indirizzano verso un'occupazione nel terzo settore.La normativa prevede dunque la definizione di interventi che consentano di superare un’interpretazione non più attuale del Servizio civile e soprattutto di prendere atto delle nuove esigenze:- ripartire adeguatamente la materia fra i livelli di governo statale, regionale e provinciale; - delineare lo status del giovane impegnato nel servizio; - rivedere l’orario, articolandone la durata. Non solo il valore di un impegno in attività sociali e civili, ma anche un’occasione preziosa per i giovani che, proprio nel Servizio civile, possono capitalizzare: “Un’esperienza capace di rafforzare la coesione sociale”, ha dichiarato il Sottosegretario Giovanardi, sottolineando, in particolare, l’importanza di stimolare la domanda di accesso anche nelle aree del Paese dove è minore la diffusione di questo Servizio.La distribuzione territoriale del Servizio civile, infatti, risulta più carente al Nord rispetto al Centro e, soprattutto, al Sud d’Italia, ed è per questo che la riforma propone la mobilità interregionale. Una formula che possa coprire le reali esigenze anche in caso di squilibrio tra le domande di adesione al servizio civile e i progetti da realizzarsi in determinate aree: “Può capitare”, ha specificato Giovanardi, “che ci siano numerosi progetti al Nord con insufficienti domande di partecipazione al Servizio da parte dei ragazzi che vivono al Nord e, viceversa, che pervengano molte richieste di partecipazione al Servizio civile da parte dei ragazzi del Sud, con pochi progetti nei quali poter prestare il proprio servizio".Nel disegno di legge, anche il miglioramento del sistema di accreditamento degli enti e di valutazione dei progetti: verranno individuati infatti criteri di priorità a favore di quei progetti finalizzati all’assistenza a categorie di persone particolarmente svantaggiate.Una volta formulato, il disegno di legge verrà poi sottoposto al parere della Conferenza Stato-Regioni.
Principi e criteri del disegno di legge
Il disegno di legge delega, nell’ottica di adeguare la normativa all’evoluzione dell’istituto del Servizio civile, fissa principi e criteri direttivi per la successiva emanazione dei decreti delegati.Tra i principi e criteri più rilevanti, si segnalano quelli finalizzati a:- ridefinire, nel rispetto dei principi espressi dalla Corte Costituzionale, il riparto di funzioni tra Stato, Regioni e Province autonome: si prevede un sistema di contribuzione volontaria da parte delle regioni per progetti che ricadono sul loro ambito territoriale. - Delineare lo status del giovane in servizio civile: viene ulteriormente specificato che non si tratta di rapporto di lavoro. - Rivedere l’orario di servizio, la sua articolazione e durata, modulando conseguentemente anche la relativa indennità mensile, nell’ottica di favorire le esigenze dei volontari e di incentivare la partecipazione alla realizzazione dei progetti di servizio civile dei giovani del Nord Italia che aderiscono al servizio civile in misura assai ridotta rispetto al Sud. - Introdurre lo strumento della mobilità interregionale al fine di riequilibrare la distribuzione territoriale dei giovani in servizio civile tra Nord e Sud, da attivare in caso di carenza di domande per la partecipazione a progetti da realizzarsi in determinate aree territoriali. - Fissare criteri più incisivi per lo svolgimento delle attività di monitoraggio, vigilanza, controllo e verifica della realizzazione dei progetti, al fine di garantire una corretta ed efficace gestione del servizio civile. - Proporre una contribuzione da parte degli enti, ivi compresi gli enti locali. - Confermare la modalità di accesso tramite il sistema dei progetti. - Delineare nuovi criteri per l’accreditamento degli enti. - Prevedere che annualmente il ministro o sottosegretario con delega al Servizio civile possa determinare con proprio decreto delle quote di riserva per categorie fisicamente svantaggiate.
Dalla sentenza della Corte Costituzionale: perchè una riforma del Servizio civile
Il disegno di legge recante delega al Governo per la redazione di un testo unico in materia di servizio civile nazionale è finalizzato ad emanare uno o più decreti legislativi per riunificare la normativa statale in tale materia, aggiornandola e, in alcuni casi, innovandone i contenuti.La riorganizzazione si rende anzitutto necessaria in quanto il sistema del servizio civile nazionale, istituito con la legge 6 marzo 2001, n. 64 e disciplinato dal decreto legislativo del 5 aprile 2002, n. 77, non ha recepito gli interventi della Corte Costituzionale successivi all’emanazione della richiamata normativa.La Corte Costituzionale, infatti, con le sentenze nn. 228 del 2004 e 431 del 2005 ha definitivamente chiarito come il dovere di difesa della Patria (art. 52 Cost.) può essere adempiuto anche attraverso adeguate attività di impegno sociale non armato.In questo contesto il servizio civile si pone come forma spontanea di adempimento del dovere costituzionale di difesa della Patria e deve ricondursi nella materia “difesa e sicurezza dello Stato”, riservata alla competenza esclusiva dello Stato.Ne deriva che deve essere ridefinito il riparto di funzioni tra Stato, Regioni e Province autonome, alla luce delle citate sentenze della Corte Costituzionale e nel rispetto dei principi dalle medesime sancite.La revisione normativa in materia, inoltre, si rende necessaria in quanto, dall’osservazione degli orientamenti giurisprudenziali, è emersa l’eterogeneità di indirizzo in merito alla interpretazione di alcune norme in materia di servizio civile. Una discrasia che questo intervento legislativo vuole sanare.Dagli operatori di diritto e dai tecnici che hanno progettato e realizzato il sistema del Servizio civile, è stata infine osservata la profonda evoluzione verificatasi negli ultimi anni, tale da rendere necessaria una diversa disciplina, che tenga conto non solo delle criticità emerse nel corso dei suoi primi otto anni di vita ma anche del cambiamento del contesto sociale in cui il medesimo si realizza.
FONTE NONPROFITONLINE.IT
Workshop sull'impresa sociale
Carlo Borzaga presenta l'appuntamento dell'11 settembre organizzato da Iris Network a Trento.
di Flaviano Zandonai
Riva del Garda, dieci e undici settembre. nazionale sull’impresa sociale. Ne abbiamo parlato con Carlo Borzaga, presidente di Iris Network e animatore dell’evento, che prevede quest’anno anche un confronto con altre istituzioni che monitorano fenomeni economici e sociali “contigui” all’impresa sociale: povertà ed esclusione, servizi sociali, pmi. Il tema di questa edizione è l’innovazione.
Quest’anno il Workshop è dedicato all’innovazione. Un tema molto dibattuto a vari livelli.
Non rischia di essere abusato?
Correremo volentieri questo rischio. Credo che se diversi osservatori vedono nell’innovazione una variabile chiave per affrontare la congiuntura attuale allora è bene che anche l’impresa sociale dica la sua. Sono convinto peraltro che il contributo di questa forma d’impresa sia tutt’altro che secondario. L’Unione Europea ha dichiarato il 2009 anno della creatività e dell’innovazione. Molte imprese sociali producono beni e servizi con queste caratteristiche e inoltre sono un importante “bacino” di occupazione creativa.
E’ un Workshop sempre più aperto al confronto tra esperienze presentate dagli addetti ai lavori. La comunità scientifica fa un passo indietro?
Sì, ed è voluto. Nel senso che il Workshop, soprattutto quest’anno, vuole essere uno spazio dentro il quale gli imprenditori sociali possono elaborare e presentare ad altri il loro “saper fare”. Per questo abbiamo previsto un bando, ancora aperto, che consente di portare la propria innovazione, aumentando la consapevolezza del proprio potenziale. Da parte nostra lavoreremo come un sistema di gestione della conoscenza: delineando scenari e facilitando l’apprendimento reciproco.
Che cosa emerge dalle buone prassi fin qui segnalate?
Un grosso investimento sull’innovazione di prodotto. Si tratta di un’indicazione utile per noi ricercatori che in questi anni abbiamo insistito molto sulla definizione del modelli organizzativi e giuridici. Forse stiamo assistendo a un cambio di paradigma. Si è chiusa la fase di institution building - che potremmo far coincidere con l’approvazione e la difficile applicazione della nuova legge – e se ne apre un’altra in cui le imprese sociali cercano di proporre l’innovazione del loro modello attraverso la produzione di beni e servizi al di fuori delle nicchie dove sono nate. Parlo di attività in campo culturale, turistico, sanitario, agricolo.. è qui che si gioca il futuro.
A proposito di scenari al Workshop ci sarà anche la presentazione del primo rapporto sull’impresa sociale. Una pubblicazione a cui state lavorando da molto tempo.
Forse da troppo tempo, ma del resto volevamo un rapporto in grado di esplorare non solo i modelli e le forme giuridiche consolidate come la cooperazione sociale, ma di fornire misure affidabili rispetto ad un fenomeno sempre più differenziato al suo interno. Non è stato semplice – soprattutto raccogliere dati empirici – ma ci siamo riusciti. A Riva ci sarà un interessante confronto con altre istituzioni che monitorano fenomeni economici e sociali “contigui” a quello dell’impresa sociale: povertà ed esclusione, servizi sociali, PMI, ecc. Un modo per capire, anche sul versante della conoscenza, qual è il contributo in termini reali delle imprese sociali per lo sviluppo del paese in questa fase così difficile.
info: www.irisnetwork.it
FONTE VITACsr .IT
28 luglio 2009 Le parole del Colloquio:il futuro della ricerca
Il futuro della ricerca sull’impresa sociale è stato l’argomento principe della Tavola Rotonda condotta da Carlo Borzaga il primo luglio a Trento nell’ambito del Colloquio Scientifico sull’Impresa Sociale. Presenti al confronto vi erano rappresentanti delle reti italiana ed europea, in particolare Marco Musella e Giulio Ecchia per Iris Network e Jaques Defourny e Roger Spear per Emes. Sono emersi nel corso del confronto alcuni spunti interessanti spesso comuni agli interventi dei partecipanti e in seguito condivisi da alcune osservazioni in sala.
Una tema molto sentito si è rivelato la necessità di rafforzare un approccio di ricerca multidisciplinare che valorizzi il contributo che le scienze economiche, sociali, politiche possono apportare alla tematica dell’impresa sociale; è emersa quindi l’idea di un “ibridation among differente sciences” e di superamento della dicotomia tra scienze sociali e scienze economiche, che, come ha osservato Jack Defourny, fino ad ora ha caratterizzato il panorama della letteratura sulle imprese sociali. E’ emersa inoltre l’importanza della rivalutazione degli studi empirici che si stanno rivelando un tassello importante per il mondo della ricerca attualmente sviluppato soprattutto sull’asse teorico. Ha sottolineato Giulio Ecchia che la presenza di casi studio importanti e robusti permetterebbe di fare passi avanti anche in termini di comparazione tra esperienze di impresa sociale nel mondo oggi caratterizzate da notevoli differenze e difficilmente assimilabili ad un’unica teoria. Si potrebbe ad esempio indagare il legame esistente tra cooperative sociali e imprese sociali, molto forte in Italia ma altrettanto debole nel Regno Unito dove l’efficacia della forma organizzativa non è pienamente valorizzata. Le considerazioni di Carlo Borzaga si sono soffermate sull’esigenza di superare le ipotesi della teoria economica tradizionale che spiega la presenza delle imprese sociali come enti residuali in un’ottica tipicamente dualista che vede solo nello Stato e nel mercato gli attori principali del nostro sistema economico. Molto significativo per comprendere la necessità di andare oltre alla visione convenzionale è stato il breve cenno al volontariato, spesso linfa vitale e forza trainante di molte organizzazioni nonprofit. Ciò che prima era letto e interpretato come un’esternalità dovrà diventare una vera e propria variabile esplicativa del modo di essere e di crescere di un’impresa sociale.
Il dibattito non si è soffermato solo su aspetti metodologici, anche i contenuti sono stati al centro delle riflessioni. “Come dare rilevanza ai beni relazionali di cui il mondo delle imprese sociali è così ricco?” usando le parole di Marco Musella e “Come misurare il valore dei beni non misurabili?” come sostenuto da Giulio Ecchia. Non è mancato a tal proposito il riferimento alla recente crisi di fiducia a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi che ha messo in luce come non a tutti i beni è possibile attribuire un prezzo e che spesso proprio questi beni rappresentano delle colonne portanti dell’economia. Essenziale diventa quindi elaborare un costrutto teorico adeguato per valorizzare quei beni che non possono essere oggetto di pure transazioni di mercato. È partito da Marco Musella lo spunto per un approfondimento delle relazioni tra il mondo delle imprese sociali e diversi mercati come il mercato finanziario o il mercato del lavoro e le relazioni con il concetto di responsabilità sociale d’impresa.
Attualmente l’impresa sociale è studiata da un punto di vista soprattutto organizzativo (diversi sono i contributi sulla governance multistakeholder) ed è emersa una riflessione sul momento della creazione di queste imprese, in altre parole: “come creare un’Impresa Sociale?”. Il tema si riconduce direttamente alla questione dell’imprenditorialità non solo individuale, come maggiormente pensata, ma anche collettiva che renderebbe un comunità intera in grado di generare valore sociale continuo, stabile e duraturo.
Il ruolo dei network tra centri di ricerca, ma non solo, è stato enfatizzato principalmente da Jacques Defourny e Roger Spear. Altri attori coinvolti nel processo di sviluppo dell’impresa sociale, come Università e Business Schools, agenzie di consulenza, ecc. possono rappresentare risorse importanti da cui attingere conoscenza e dai quali possono nascere contributi significativi. È stato richiamato più di una volta il concetto di ponte (bridge), tra discipline, tra enti professionali, tra paesi, questo per non permettere l’esclusione dal dibattito internazionale di alcun ricercatore, per accrescere la discussione sull’impresa sociale, anche in termini di visibilità, e per intessere relazioni reciprocamente arricchenti.
Interessante anche lo spunto, giunto dalla platea e successivamente colto da Roger Spear, sul ruolo politico della ricerca in termini di influenza nei confronti della società nella consapevolezza che, per usare le parole di Roger Spear, “Small Politics is more than big politic”. Si è fatto cenno non solo all’importanza della voce politica degli individui ma anche alla loro voce economica direttamente esprimibile in un contesto di mercato. Nasce così un interesse anche nei confronti del comportamento dei consumatori, delle loro preferenze che, tramite le loro scelte di consumo, rappresentano agenti in grado di mettere in atto pressioni economiche di rilievo e influire direttamente sulle decisioni di produzione di beni e servizi del mondo imprenditoriale e così sullo sviluppo delle imprese sociali.
Nel complesso è stata condivisa da tutti i presenti la convinzione che allo stato dell’arte siano necessari nuovi indicatori, nuove metodologie e un più adeguato modello teorico in grado di tenere in considerazione in modo chiaro e misurabile l’impatto sociale e la creazione di valore delle imprese sociali anche in considerazione delle diverse modalità di espansione di tali organizzazioni in differenti settori e contesti territoriali.
FONTE IMPRESASOCIALE.INFO.IT
16/17 luglio 2009 "Turismo sociale e sviluppo territoriale sostenibile"
Il 16 e 17 luglio scorsi l’Hostel dell’Argentiera, in provincia di Sassari, ha ospitato il seminario nazionale su Turismo sociale e sviluppo territoriale sostenibile organizzato dal Consorzio Solaris, con il contributo del Banco di Sardegna e la collaborazione delle Acli regionali.
Nel seminario di carattere in-formativo si è parlato e dibattuto dell’attuale situazione del turismo sociale e della possibilità per le imprese sociali di divenire attori non marginali della filiera. Un settore che, per appartenenza e vocazione, si caratterizza per la forte presenza del non profit, ma anche come terreno di un possibile nuovo sviluppo territoriale sostenibile.
Coerentemente con gli obiettivi prefissati, nelle due giornate, oltre a fornire una maggiore conoscenza della filiera del turismo, si è dibattuto sulla possibilità di creare nuove sinergie tra pubblico e privato sociale per promuovere attività economiche e produttive di qualità, rispettose dell’ambiente in cui si radicano e capaci di promuovere il bene comune.
Dopo una breve introduzione svolta dal Direttore del Consorzio, sul palco si sono alternati esponenti e tecnici del settore (Benito Perli Presidente della FITuS, , Marta Rossato dell’ISNART- Unioncamere, Pino Vitale Presidente del CTA e Mauro Corricelli General Manager di Vieste in tour), imprenditori sociali operanti nella filiera (Renate Goergen, Presidente di “Le Mat”, Giuseppe Madeddu Presidente della coop. sociale “San Lorenzo”) e operatori sociali che hanno presentato progetti sperimentati sul campo (Gaetano Di Pietro di Confesercenti naz.le e Angelo Mariano del Consorzio di coop sociali “Rete.Sol”).
A rappresentare le Istituzioni, sono intervenuti Costantino Ligas, Assessore al Turismo del Comune di Porto Torres e Valeria Serra, Assessore Regionale al Lavoro e Cooperazione della Sardegna.
Nel suo intervento a conclusione del seminario, l’assessore Serra si è impegnata ad assumere i contenuti emersi dall’incontro per riproporli nell’ambito della programmazione di competenza del proprio assessorato.
L’incontro, concluso dall’intervento del Presidente delle Acli Sardegna, Ottavio Sanna, ha registrato una consistente partecipazione di cooperatori e di operatori sociali e del settore provenienti sia dall’isola sia dal resto d’Italia. I presenti hanno espresso notevole soddisfazione per l’organizzazione del seminario, per la modalità e i contenuti dei temi trattati.
A riprova che il sociale può realizzare un turismo di qualità, è stata molto apprezzata l’accoglienza offerta dalla cooperativa sociale che gestisce l’hostel Argentiera.
L’incontro è il primo di un ciclo di seminari, formativi/informativi, organizzati
dal Consorzio sul tema: il sociale come leva dello sviluppo locale.
RASSEGNA STAMPA>>
FONTE CONSORZIOSOLARIS
Un Libro Verde del Terzo settore per valorizzare e dare impulso alle sue potenzialità
Questa la proposta lanciata oggi dal Convegno "COME USCIRE DALLA CRISI: LE PROPOSTE DEL TERZO SETTORE" tenutosi al Cnel All’interno di questo percorso anche l’autoconvocazione del volontariato per il 4 e 5 dicembre
“A partire dal Convegno di oggi – ha affermato il portavoce del Forum del Terzo Settore Andrea Olivero - si avvia un percorso di riflessione e dibattito che porterà alla realizzazione di un Libro Verde del Terzo Settore: il nostro è un patrimonio ricchissimo, articolato e complesso, che a volte rimane parzialmente inespresso e di cui spesso non viene colto l’effettivo valore”. “Il Libro Verde, che andremo a discutere con tutte le organizzazioni di terzo settore anche quelle non aderenti al Forum, è lo strumento attraverso cui intendiamo cogliere le sollecitazioni provenienti dal Libro Bianco per una nuova stagione costituente. effettueremo la ricognizione delle problematiche e delle potenzialità per pensare insieme ad un nuovo modello di Terzo Settore più capace, più efficace e più efficiente per rappresentare al meglio i nostri concittadini”. “Una rappresentanza che esercitiamo con il nostro agire quotidiano: forse non l’abbiamo attuata al meglio, ma le Istituzioni non ce l’hanno comunque riconosciuta. Troppo spesso ci hanno visto come gestori di servizi senza cogliere appieno le nostre “capacità”. “Quello di oggi – ha proseguito Olivero - vuole essere il primo appuntamento di confronto per un Paese coeso e solidale, capace di tenere insieme i due valori fondanti del nostro mondo: la sussidiarietà e la solidarietà”. Il Ministro Sacconi si è assunto l’impegno di avviare una fase di consultazione e confronto sui temi del Libro Bianco. “Possiamo passare dal circolo vizioso al circolo virtuoso: ma dobbiamo farlo insieme” ha affermato “e sono molte le questioni che dovremo affrontare, a partire dalla messa a regime del 5 x mille e dai temi legati alla fiscalità”. Sul 5 x mille anche il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti ha evidenziato la volontà politica di procedere ad una sua rapida stabilizzazione “La proposta di legge è bipartisan ed ha avuto come primi firmatari il sottoscritto ed il Vice Presidente della Camera On. Lupi” (che non è intervenuto perché trattenuto in Aula). “Ci sarebbero anche i tempi tecnici per una sua rapida approvazione ma ad oggi il Governo non ha dato indicazioni sul livello di risorse disponibili”. “Queste affermazioni – ha ribattuto Olivero – se da un lato ci fanno ben sperare dall’altro ci impongono di chiedere in tempi rapidissimi un incontro al Ministro Tremonti affinchè sciolga questa riserva”. Inserita nel percorso del Libro Verde del Terzo Tettore è stata anche annunciata la grande autoconvocazione del Volontariato italiano fissata per il per il 4 e 5 dicembre prossimi.
Qui l'intervento del portavoce del Forum del Terzo Settore Andrea Olivero Clicca qui per leggere il documento del Forum
FONTE FORUM TERZO SETTORE
19/05/2009 Primo Rapporto sull'impresa sociale in Italia
Iris Network, in collaborazione con Unioncamere, presenta il seminario dedicato all’anteprima del Primo rapporto sull’impresa sociale in Italia, che si terrà martedì 19 maggio a Roma presso la sede di Unioncamere in Piazza Sallustio, 21 (Sala Danilo Longhi).
PROGRAMMA>>
Si chiede cortesemente di confermare la propria partecipazione inviando una mail a info@irisnetwork.it
FONTE AICCON. IT
Roma, 12 maggio 2009 - Assemblea dei soci del Consorzio Solaris
Consorzio Solaris, si è svolta l’assemblea dei soci.
E' emersa la volontà di rafforzare la presenza consortile nei terrtori.
A poco meno di un anno dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, e a 15 anni dalla costituzione della società, si è svolta martedì 12 maggio scorso l’Assemblea dei soci del Consorzio Solaris con all’ordine del giorno l’approvazione della relazione sulla gestione dell’esercizio 2008 e del relativo bilancio consuntivo.
Nell’illustrare la relazione, il direttore del Consorzio, ha così commentato: “un anno difficile in cui si sono praticamente chiusi tutti i grandi progetti europei in cui Solaris era impegnato. Per quanto riguarda i criteri seguiti nella gestione sociale, le attività hanno risposto sia agli scopi statutari sia ai requisiti di mutualità propri dell’essere un consorzio di consorzi e di cooperative di cui più del 70 % sociali”.
“Sono soddisfatto per l’andamento generale, e per il bilancio 2008 chiuso, pur non senza qualche difficoltà, con un piccolo utile, e non è poco tenendo conto delle difficoltà di operare nel mondo della cooperazione in questo momento di crisi”- ha affermato il presidente del Consorzio Solaris, Ottavio Sanna.
Il presidente ha poi concluso:“i prossimi obbiettivi del Consorzio, alla luce delle competenze e delle esperienze maturate , sono quelli di migliorare ed innovare i rapporti con le nostre realtà territoriali e con il sistema aclista, incrementando anche nuove attività legate allo sviluppo locale sostenibile.
L’incontro ha registrato una buona presenza di soci, erano presenti realtà di 11 regioni.
Nel corso dell’assemblea c’è stata anche una testimonianza, sul terremoto in Abruzzo da parte di un socio di una cooperativa abruzzese.
Gesico, 22 aprile 2009Inaugurato Social Point
Mercoledi 22 aprile 2009 è stato inugurato a "Casa Schirru" a Gesico il nuovo servizio delle Acli denominato "Social Point".
Alla cerimonia inaugurale erano presenti il sindaco, i presidenti regionali e provinciali delle Acli Sardegna, i rappresentanti del Consorzio Solaris, i rappresentanti della Fondazione Banco di Sardegna ed alcune autorità politiche.
Il Social Point di Gesico, unico nella provincia di Cagliari si inserisce nella rete regionale di Social Point della Sardegna: Ittiri(Sassari), San Vero Milis(Oristano), Nuoro.
Secondo il presidente Mauro Carta, "il Social Point sarà un luogo dove intercettare e soddisfare i bisogni di cittadinanza e di servizio di tutti i soggetti appartenenti alle fasce marginali della collettività e della imprenditorialità sociale."A Gesico, il Social Point, oltre ad offrire servizi alla persona e alle imprese, assistenza fiscale e previdenziale, tutela dei consumatori e servizi per il tempo libero, metterà a disposizione degli utenti ulteriori servizi per soddisfare un bisogno formativo e lavorativo: accoglienza, orientamento, consulenza specialistica, formazione seminari, banca del tempo.
Leggi la rassegna stampa>>
FONTE ACLI SARDEGNA. IT
Si moltiplicano i "no" delle organizzazioni del Terzo settore alla proposta del ministro Tremonti
«Un’altra furbata creativa del ministro Tremonti», «una proposta che rischia di scatenere una guerra tra poveri e cancellare il principio di sussidiarietà», «una misura demagogica e populista».
La proposta del ministro Giulio Tremonti di poter devolvere il 5 per mille alle zone e alle popolazioni terremotate ha suscitato la reazione pressoché immediata di molte associazioni del Terzo settore. Tra ieri e oggi si sono moltiplicati i commenti e i comunicati: ce ne sono di salaci, di pacati, di ragionati, di arrabbiati. Eccone una rassegna:
Forum del Terzo settore - «La proposta del Ministro Tremonti di devolvere una parte del 5 per mille ai terremotati rischia di scatenare una guerra tra poveri e di cancellare il principio di sussidiarietà in base al quale è il cittadino che sceglie a che organizzazione della società civile dare il proprio sostegno attraverso il 5 per mille dell’Irpef. In questo modo invece i cittadini finanzierebbero direttamente lo Stato» ha detto Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore, che ha precisato: «Sono diverse le motivazioni che ci vedono in disaccordo con tale proposta: il 5 per mille è destinato per legge alle organizzazioni di terzo settore, quelle che da subito si sono impegnate con i propri volontari nei soccorsi in Abruzzo. Ironia della sorte, sono anche le stesse organizzazioni che da due anni attendono il 5 per mille loro attribuito dai cittadini con le dichiarazioni dei redditi del 2007. Di questo passo qualsiasi aiuto attraverso il 5 per mille giungerebbe solo nel 2011, troppo tardi per avviare la ricostruzione».«Il 5 per mille» ha sottolineato Olivero «ha un tetto che in questo modo verrebbe decurtato: nella pratica invece di individuare nuovi fondi dedicati alla ricostruzione si sottraggono quei pochi a sostegno delle organizzazioni impegnate nel sociale e nelle attività di contrasto alla povertà».
CSVnet - «Sul 5 per mlle lo Stato ha fissato un tetto, 380 milioni di euro. Se Tremonti non allarga gli interventi, ampliando il tetto, si tolgono soldi ad altre attività svolte dal non profit»: è la reazione di Marco Granelli, presidente dei centri di servizio al volontariato, alla proposta di Tremonti di allargare le destinazioni del 5 per mille ai terremotati.
Arci - Perla di «un'idea inutile e dannosa» Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci. «Il 5 per mille non è una tassa aggiuntiva di scopo. Quei fondi sono già destinati al mondo dell'associazionismo, del volontariato e della ricerca scientifica. Quindi non si tratterebbe di risorse nuove, ma del semplice spostamento di soldi già previsti per iniziative sociali». La proposta è inutile, secondo Arci, «per i fini che dichiara, visto che in base ai tempi di ripartizione dei fondi, i destinatari ne potrebbero godere solo nel 2011 (oggi si stanno ancora ripartendo i fondi del 2007). Il che non depone bene per la decantata velocità con cui il governo sostiene di voler procedere alla ricostruzione!» ed è dannosa «perché andrebbe a colpire quell’arcipelago di organizzazioni che costituiscono la vera ossatura del nostro sistema di protezione civile nazionale e che da giorni sono già al lavoro in Abruzzo. Si priverebbero inoltre associazioni e organismi di volontariato di risorse vitali per svolgere la loro attività di assistenza e promozione sociale verso i più disagiati, attività utili in generale e indispensabili all'indomani di una catastrofe come questa, quando, finita la prima emergenza, sarà necessario aiutare la popolazione a superare il trauma patito e a riprendere una vita che gradualmente torni alla normalità». «Altri devono essere i mezzi per reperire 'soldi freschi'» conclude il presidente dell'Arci «come li chiama il Presidente del consiglio. Dal dirottare in Abruzzo gli investimenti per il contestato Ponte sullo stretto, alla reintroduzione dell'Ici sulla prima casa per i più abbienti, ad una riduzione delle spese militari, all'utilizzo dell'8 per mille per gli scopi che già la legge gli attribuisce, tra cui gli aiuti alle zone colpite da calamità naturali. Al governo spetta la decisione, a noi la denuncia di quelle controproducenti e poco trasparenti».
Sbilanciamoci – Per la campagna “Sbilanciamoci” si tratta di una misura «demagogica e populistica» ma che si rivelerebbe dannosa per tante associazioni già impegnate in attività di assistenza ai più deboli. Molte delle organizzazioni destinatarie del 5 per mille, sottolinea, sono impegnate proprio in Abruzzo in questo momento. Sbilanciamoci propone di lasciare il 5 per mille alla solidarietà e di finanziare la ricostruzione dell'Abruzzo colpendo le spese «inutili e sbagliate» come quelle militari, le rendite finanziarie o le grandi opere.
Cocis – Parlano di «mai esausta sfacciataggine» del ministro Tremonti le 25 ong del Cocis. «Si tratta di uno spot gratuito e di facciata, di una iniziativa che non porterà alcun frutto ai terremotati e che nasconde, probabilmente, la volontà di non fare il gesto blasfemo di mettere una nuova “tassa”, sia pur di solidarietà» si legge nel comunicato. «E' sicuramente invece l'ennesimo tentativo di prendere i soldi destinati ad altri e farli passare per efficienza e saggezza governativa, per poi erogarli, se va bene, fra 3-4 anni».
Cipsi – Dice no alla proposta di Tremonti anche il Cipsi, coordinamento di 48 ong e associazioni di solidarietà internazionale. Che propone che a pagare siano «i ‘palazzinari’ che hanno costruito in Abruzzo senza rispettare le norme antisismiche». «Una giustizia con tempi rapidi assicurerebbe la lotta contro gli speculatori che hanno favorito disastri come quello abruzzese». «Proponiamo che il referendum sulla legge elettorale si svolga il 7 e l’8 giugno insieme alle elezioni europee ed amministrative: siano destinati alle popolazioni colpite dal terremoto i 400 milioni di euro che si risparmierebbero» incalza il Cipsi. «E se proprio servono altri fondi si taglino i finanziamenti destinati all'acquisto di armamenti, o a faraonici progetti di spesa come quello del Ponte sullo Stretto di Messina».
Caritas Italiana – A esprimere perplessità è anche il braccio caritativo della Chiesa cattolica. «La questione» dice Francesco Marsico, vicedirettore «è capire quale idea di sussidiarietà ha il governo: se esiste il 5 per mille ed anche i conti attivati nei ministeri, se valorizza il terzo settore e se anche gli organi di governo sono soggetti a cui fare appello per la solidarietà».
FONTE VITA.IT
Campi estivi: posto all'estero per 150 volontari
Volontariato internazionale con Ipsia: il 10 aprile la scadenza delle iscrizioni per Africa, America Latina e Medio-Oriente. Il 5 giugno per i Balcani
Roma, 1 aprile 2009 - Sono aperte le iscrizioni ai campi di volontariato estivo all'estero organizzati da Ipsia, l'organizzazione non governativa delle Acli, che lavora da 25 anni nel campo della cooperazione del volontariato internazionale. Per la prossima estate sono 150 i posti a disposizione per i campi estivi di animazione, lavoro e conoscenza in Africa, America Latina, Medio-Oriente e Balcani.I campi nei Balcani - in tutto 15 tra Bosnia, Kosovo e Albania - avranno durata di 2 settimane e saranno campi di animazione giovanile e animazione sportiva, in collaborazione con l'Unione sportiva Acli. In Brasile (Salvador de Bahia e Recife), Argentina (Santiago dell'Espero), Kenya (Meru), Mozambico (Inhassoro) e Palestina (Betlemme), le attività di animazione e condivisione del lavoro dureranno circa 2 settimane, seguite da una settimana di 'turismo responsabile', che avrà l'obiettivo di stimolare una conoscenza più profonda e più consapevole del paese e delle popolazioni.Le iscrizioni termineranno il 10 aprile per i campi in Africa, America Latina e Medio-Oriente e il 5 giugno per i Balcani.
Le informazioni sul sito: www.ipsia.acli.it
FONTE ACLI.IT
Roma,Giovedì 19 febbraio
Social Watch: presentazione del rapporto 2008
Rispondere alla crisi finanziaria ripartendo dai diritti umani.
Sarà presentato giovedì 19 febbraio, a Montecitorio (Sala della Mercede - Palazzo Marini), dalle ore 10,30 alle 13,30, l'edizione italiana del Social Watch 2008, il rapporto statistico annuale dedicato ai progressi e alle regressioni nella lotta alla povertà e alla parità tra uomini e donne. Un monitoraggio continuo sullo sviluppo sociale nazionale e internazionale giunto oramai alla tredicesima edizione, dal primo rapporto del 1996.Social Watch è una rete internazionale di organizzazioni dei cittadini impegnata nello sradicamento della povertà e delle sue cause, per un'equa distribuzione della ricchezza e la realizzazione dei diritti umani. La Coalizione italiana Social Watch da Acli, Arci, Wwf, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Lunaria, Mani Tese, Ucodep. Il rapporto Social Watch è realizzato con il contributo finanziario dell'Unione Europea.Interverranno alla presentazione del Rapporto: Jason Nardi, coordinatore della Coalizione italiana Social Watch; Gianfranco Bologna, direttore scientifico Wwf Italia; Angela Comelli, coordinatrice Mani Tese; Sergio Giovagnoli, responsabile nazionale welfare Arci; Giulio Marcon, presidente Lunaria; Francesco Petrelli, presidente Ucodep; Antonio Tricarico, direttore della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale. Per le Acli interverrà il presidente nazionale Andrea Olivero.
PROGRAMMA
info: www.socialwatch.it
FONTE ACLI.IT
San Vero Milis, 06 febbraio 2009:
Inaugurazione Social Point
Alle ore 18,00 presso l'Aula Consigliare del comune di San Vero Milis (OR) avrà luogo la Conferenza inaugurale del Social Point. Tra gli altri interverranno: Ottavio Sanna Presidente Regionale Acli Sardegna nonché presidente del Consorzio Solaris(titolare del marchio registrato), il Sindaco Antonio Chessa, l'Assessore alle Politiche Sociali Luigi Tedeschi, il Presidente prov.le delle Acli Oristano Enrico Orrù e il Presidente del Consorzio Sis Marco Ruggeri.Il Social Point di San Vero Milis insieme a quelli delle provincie di Nuoro e di Cagliari vanno ad aggiungersi a quello già attivo di Ittiri(SS), strutturando, così, la prima rete regionale dei negozi sociali delle Acli. L’attivazione dei Social Point è stata resa possibile anche grazie ai contributi della Fondazione Banco di Sardegna e del Consorzio Solaris.
Le foto dell'evento
06 febbraio 2009
La Responsabilità Sociale: un'opportunità per superare la crisi pensando al futuro
Impronta Etica è lieta di invitarvi a un confronto aperto sul tema della Responsabilità Sociale di territorio come opportunità per superare l’attuale crisi promuovendo lo sviluppo di territori competitivi e responsabili. L'associazione, in collaborazione con i soci e la Regione Emilia-Romagna presenta a Bologna il 6 febbraio 2009 il Convegno "La responsabilità sociale: un’opportunità per superare la crisi pensando al futuro". A seguito della tavola rotonda della mattina, si terranno contemporaneamente tre gruppi di lavoro pomeridiani, un importante momento di confronto a cui tutti i presenti sono invitati a partecipare.La partecipazione è gratuita, ma si prega di confermare la propria presenza all’indirizzo: info@improntaetica.org
PROGRAMMA>
FONTE AICCON
11 dicembre 2008
Andrea Olivero, portavoce unico del Forum del Terzo Settore
Lo ha eletto oggi l’Assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore riunita oggi a Roma. Olivero sostituisce Vilma Mazzocco e Maria Guidotti che erano state elette poco più di due anni fa (il 16 maggio 2006). Andrea Olivero è stato Membro del Coordinamento nazionale del Forum del terzo Settore dal 2006, lo stesso anno in cui divenne Presidente nazionale delle Acli.Con la scelta del Portavoce Unico il Forum del Terzo Settore vuol dare un forte segnale di coesione, proprio nel momento in cui la società appare sempre più frammentata e fragile.Si apre una nuova ed originale fase del suo progetto, iniziato undici anni fa per esprimere la soggettività politica e l’autonomia di un terzo settore che si proponeva come parte integrante del “sistema Paese”.Da subito il Forum del Terzo Settore si pose posto come soggetto unitario di rappresentanza: ha avuto una crescita costante nel numero di adesioni e nell’insediamento territoriale e si è accreditato come parte sociale e come interlocutore di Governo, sindacati, Enti Locali. Ma in questi undici anni molto è mutato: l’attuale crisi - senza precedenti – e le aumentate difficoltà nel rapporto tra cittadini e istituzioni hanno reso necessaria la ridefinizione della mission e del modello organizzativo del Forum stesso.Si è avviato così un percorso partecipato che ha portato ad una riorganizzazione profonda della struttura ad ogni suo livello, con una migliore attribuzione di competenze ed impegni nell’ottica di una più veloce ed adeguata risposta alle nuove sfide poste in essere dalla mutata situazione sociale, culturale ed economica del nostro Paese.“Oggi – afferma Olivero – possiamo con orgoglio rileggere il percorso fatto, per affrontare le nuove sfide con la passione di sempre e un rinnovato slancio. Siamo in una nuova fase, evolutiva, della nostra iniziativa unitaria, che nasce anche grazie prezioso lavoro delle portavoce che mi hanno preceduto. Il Forum del Terzo Settore è parte sociale riconosciuta: un ruolo che rivendichiamo con forza, in virtù del quale intendiamo dare voce a chi non ce l’ha, a quella parte del Paese che il Ministro Sacconi ha definito “povertà assoluta, nemmeno individuata perché nascosta dalla mancanza di rappresentanza”.
FONTE VITA.IT
12 dicembre 2008 - Convegno Nazionale
Capitale Sociale e stili di Leadership nel Terzo Settore
Facoltà di Economia di Forlì (Aula Mattarelli)
Presentazione dei due volumi della ricerca Prin 2005 condotta dall'Università di Bologna:
P. Donati, L. Tronca, capitale sociale degli italiani: Le radici familiari, comunitarie e associative del civismo, FrancoAngeli, Milano, 2008;
I. Colozzi, R. Prandini, leader del terzo settore. Percorsi biografici, culture e stili di leadership, FrancoAngeli, Milano, 2008;
PROGRAMMA
FONTE AICCON
20>22 novembre 2008
"Dalla formazione al lavoro:la filiera del made in Italy"
Fiera di Verona ore 9.00-18.30 - Ingresso libero
JOB&Orienta è la più completa e accreditata rassegna nazionale di servizi, percorsi e progetti relativi all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro. L’evento, giunto alla XVIII edizione, è promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Oggi più che mai si mira a valorizzare quanto prodotto in Italia. Un “made in Italy” che ha alle spalle un patrimonio di tradizione artigianale, alta ricerca, applicazione, formazione a cui dare uguale valore. JOB&Orienta vuole quest’anno mettere qui l’accento, evidenziando le eccellenze, le progettualità innovative che funzionano. Perché sistema dell’istruzione, della formazione e del lavoro da un lato, e sistema produttivo dall’altro, concorrono insieme a fare del marchio italiano un’etichetta di qualità: due mondi che per crescere hanno bisogno di modelli coerenti tra loro. Nei percorsi verso e dentro le riforme, la “filiera del made in Italy” dalla formazione al lavoro, dunque, è filiera di qualità: sarà questo il tema conduttore della XVIII edizione di JOB&Orienta.
A caratterizzare JOB&Orienta un importante calendario culturale che comprende numerosi convegni, dibattiti, tavole rotonde e seminari, con l'intervento di relatori di spicco, esperti e rappresentanti dei diversi mondi. Non mancheranno, infine, laboratori, spettacoli e momenti di animazione che mirano a coinvolgere attivamente i visitatori e a valorizzare tutta la creatività dei giovani e delle scuole.
La Mostra-Convegno è strutturata in due aree tematiche: la prima dedicata al mondo dell’istruzione che comprende le sezioni JOBScuola, JOBTouring, SocialeJOB e MultimediaJOB, la seconda all’università, la formazione e il lavoro con le sezioni Pianeta Università, Arti, mestieri e professioni e TopJOB. Un’attenzione speciale è data alle realtà che offrono percorsi di istruzione, formazione e occupazione all’estero grazie al profilo JOBInternational, trasversale all’intera manifestazione.
Oltre 38.000 i visitatori dell’edizione 2007, 400 le realtà in rassegna, 150 gli appuntamenti culturali tra convegni, dibattiti, tavole rotonde e workshop, 350 i relatori: numeri che testimoniano il costante trend di crescita e l’autorevole livello della manifestazione.
L’ingresso alla manifestazione e agli eventi correlati è libero.
CONVEGNI ISTTUZIONALI> TAVLOLE ROTONDE E WORKSHOP>
SOCIAL POINT - Sassari, 29 ottobre 2008
Il Consorzio Solaris- consorzio nazionale ACLI delle cooperative e delle imprese sociali, in collaborazione con il SIS- sviluppo impresa sociale, formalizzerà l'accordo con i Presidenti Provinciali delle Acli di Cagliari, Nuoro e Oristano finalizzato all'apertura di tre nuovi Social Point.
Il Social Point di Ittiri insieme a quelli di Cagliari, Nuoro e Oristano costituiranno, in Sardegna, la rete Regionale del servizio.La realizzazione dell'iniziativa è stata resa possibile anche grazie ad un contributo ad hoc della Fondazione Banco di Sardegna.
29-30 ottobre 2008 Sardegna:
Due giorni di incontri, visite, appuntamenti e proposte per lo sviluppo di una rete locale sul turismo socialmente responsabile.
Il management di Solaris ha visitato alcune delle attività della cooperativa sociale Edilarte - socia del Consorzio - in particolare a Sassari, la Bottega Alternativa Solidale (nata grazie al Progetto Fertilità) che commercializza prodotti realizzati da cooperative sociali e del commercio equo e solidale. In località Argentiera l’ostello da poco ristrutturato e adiacente alla dismessa miniera (la struttura dispone di 30 stanze con 58 posti letto ed è attrezzata per la realizzazione di conferenze e convegni). Ambedue le strutture visitate occupano personale locale, integrato da soci e lavoratori svantaggiati. La visita si è conclusa a Porto Torres, dove la cooperativa gestisce un Point di informazioni turistiche che tende a valorizzare le possibilità offerte dal territorio, dando particolare enfasi alle bellezze dell’isola dell’Asinara.
Sempre a Porto Torres, i dirigenti del Consorzio hanno incontrato il Sindaco per valutare la possibilità di recuperare una struttura locale inutilizzata, proponendo di trasformarla in un ostello che possa essere risorsa per il territorio producendo occupazione e promuovendo, in linea con le attività delle proprie cooperative locali, un turismo socialmente responsabile.
Sassari, 29 ottobre 2008:
Strutturata la rete dei Social Point in Sardegna
Mercoledì 29 ottobre, alla presenza del presidente Ottavio Sanna, del direttore del Consorzio Solaris Giorgio Baciocchi e del presidente del locale Consorzio SIS Marco Ruggieri, sono stati siglati con i presidenti provinciali delle Acli di Nuoro (Francesco Manca), Oristano (Enrico Orrù) e Cagliari (Fabio Meloni), gli accordi per l’apertura di tre nuovi Social Point in Sardegna. I tre nuovi punti, attivati anche grazie al contributo del Banco di Sardegna, si andranno ad aggiungere al già attivo Social Point di Ittiri (SS), strutturando, così, la prima rete regionale dei negozi sociali delle ACLI.
Nel corso della giornata, inoltre, si è svolta una sessione di formazione per gli operatori dei nuovi Social Point, dedicata agli strumenti e alle procedure da utilizzare all’interno dei negozi sociali.
Roma, 2 ottobre 2008
Eurispes le Acli tra le 100 eccellenze del Paese
Presentatoil Terzo Rapporto 'Nostra eccellenza'
Ci sono anche le Acli tra le cento 'eccellenze' del Paese presentate questa mattina dall'Euripes nel Terzo Rapporto Nostra eccellenza, dedicato a 100 casi di successo del sistema Italia tra aziende, enti, istituzioni e associazioni.La soddisfazione del presidente nazionale Andrea Olivero è per «il riconoscimento del ruolo svolto dalle Acli in più di 60 anni di storia» ma soprattutto - spiega -«per la capacità di leggere la nostra presenza nel territorio come risorsa per il futuro del Paese».«E' importante - continua Olivero - che l'impegno sociale sia considerato un'eccellenza del nostro Paese, in termini di sviluppo e non di mera assistenza. La capacità di 'fare società' è infatti la chiave per coniugare solidarietà e sviluppo. Uno sviluppo sostenibile che ha per obiettivo il bene di tutti e di ciascuno».
FONTE ACLI
LA SARDEGNA CON I POVERI DELLA TERRA
Zuri (OR), sabato 27 settembre 2008.
Liberi dalle povertà per il lavoro, per la dignità dell’Uomo.
Insieme per gli ultimi, insieme per il lavoro e la dignità dell’uomo. Un ponte che partedalla Sardegna e corre verso le periferie della terra per sollecitare attenzione ed impegno nei confronti delle popolazioni che non hanno voce, dei migranti, dei senza lavoro. Un’iniziativa fortemente voluta dalle Acli Sardegna, da sempre attente ai valori dell’accoglienza, della solidarietà, della giustizia sociale e del lavoro:“Oggi più che mai occorre riaffermare questi valori”, aveva detto il Presidente regionale delle Acli Sardegna, Ottavio Sanna durante la conferenza stampa di presentazione“ della manifestazione. In un momentoin cui la Sardegna sta conoscendo per la prima volta il fenomeno massiccio dello sbarco di nuovi migranti dal sud della terra verso le sponde dell’isola ed al contempo ci si trova ad assistere alla ripresa dell’antica piaga dell’emigrazione e dello spopolamento delle aree interne, occorre mettere in campo nuove energie e nuove proposte per arginare il disagio, promuovere l’integrazione sociale ed il benessere delle famiglie”.
Ne avevano previsto duemila, ma al “G8 dei poveri” si sono presentati in 4mila. Un successo insperato per i promotori( tra i quali Acli, Caritas, i sindacati e la Coldiretti Sardegna) che si sono dati appuntamento nella piazza del municipio di Soddì: tutti insieme nel piccolo paese dell'Oristanese per partecipare al summit dichiaratamente in contrapposizione al vertice dei grandi della terra previsto nel luglio 2009 a La Maddalena.
«L'appuntamento (il G8 a La Maddalena), hanno spiegato i promotori della marcia, «e' un incontro di pochi grandi che decidono su tutti gli abitanti del pianeta. È la pretesa di pochi di spostare sempre più avanti scadenze che meriterebbero decisioni urgenti e immediate, perché si riferiscono a beni essenziali per la vita, come l'acqua, il cibo, l'aria».
FONTE SOLARIS
LE GIORNATE DI BERTINORO PER L'ECONOMIA CIVILE
VIII edizione - Qualità e valore del terzo settore - 10/11 ottobre 2008
Il dibattito sul ruolo da assegnare ai soggetti del Terzo Settore nell’ambito del nostro sistema socio-economico, e in generale, nello scenario economico globale, richiede una discussione sulle peculiarità dell’intervento di tali realtà. Il valore del terzo settore non può essere “dato per scontato” una volta per tutte. Si tratta di un concetto plurale nel tempo e nello spazio. Esso necessita di essere continuamente analizzato e discusso all’interno delle realtà che compongono il terzo settore ma anche all’esterno, in un dibattito che coinvolga realtà che operano secondo diverse logiche di azione, in primo luogo la Pubblica Amministrazione e le imprese for profit. In secondo luogo, il valore delle ONP varia in relazione alle diverse identità che compongono il Terzo Settore e alla tipologia di attività da esse svolte. Il concetto di qualità è ciò che ci permette di svolgere l’analisi sul valore delle ONP tenendo in considerazione da un lato il concetto di efficienza (rapporto tra le risorse utilizzate e i risultati ottenuti) e dall’altro quello di efficacia (rapporto tra i risultati ottenuti e gli esiti attesi). Mentre l’efficienza è condizione per la sopravvivenza delle organizzazioni nel tempo, è nell’analisi dell’efficacia che si coglie l’importanza e il valore dell’azione delle ONP. Ma come misurare il valore sociale? Questa edizione delle Giornate di Bertinoro sarà dedicata all’analisi del tema della qualità e della sua misurazione nell’ambito dei soggetti del Terzo Settore. In questo ambito di analisi, il concetto di valore e quello di qualità non sono definibili in relazione a caratteristiche tecniche del processo produttivo, ma richiedono un’attenta analisi degli obiettivi che le organizzazioni si prefiggono. Il valore e la qualità sono infatti analizzabili in relazione agli obiettivi che si intendono raggiungere, e che in parte riflettono le finalità che una comunità assegna ai soggetti del terzo settore. In questa componente risiede la peculiarità delle ONP e del loro contributo nelle nostre società.
FONTE:LEGIORNATEDIBERTINORO.IT